8 errori comuni quando si inizia a scrivere narrativa

L’esperienza, la maturazione, la sensibilità linguistica vengono tutte con il tempo. Quando una persona, a prescindere dall’età, lo fa quasi sempre per passione. Per riversare sulla carta le proprie fantasie. Esistono però delle accortezze da tenere presenti. Non sono regole, che probabilmente neppure esistono in narrativa. Ma aspetti di grande importanza che daranno o meno qualità e spessore al vostro testo. Questi errori (o consigli), li riporto partendo dalla mia personale esperienza di autore e da quello che ho visto in tanti anni come docente di scrittura creativa nei corsi e nelle scuole. Sono otto punti che ho visto ritornare con più frequenza degli altri. Chiaramente lo stile, l’articolazione della trama e tanti altri si migliorano negli anni e sarebbe inutile indicarli come problemi di partenza. Questi consigli invece possono aiutare fin dall’inizio se vengono tenuti ben a mente. Spero siano utili per chi ha deciso di intraprendere un suo personale viaggio tra le storie. Grazie in anticipo per quello che scriverai.

Errori da non fare quando si scrive un racconto o un romanzo:

1) Dimenticarsi del lettore

Si scrive per sé stessi, ma anche perché qualcuno poi ti leggerà. Altrimenti è un diario personale. Ray Bradbury diceva che “la prima bozza deve avere la pelle intorno”, un modo per dire che l’autore si esprime anche di getto, deve liberare le proprie idee ed entusiasmo. Un testo deve avere vitalità. Ma l’errore che spesso si commette è dimenticarsi del destinatario. Chi legge non è dentro la vostra testa, non può sapere i dettagli che state immaginando.. E’ questo un consiglio che vale per la narrativa, ma che si può estendere bene anche ad altri generi.

2) Non avere uno schema

Si scrive di getto, esprimendosi in libertà. Ma questo non vuol dire non avere delle linee guida nella propria. L’architettura è fondamentale in un racconto e ancora di più in un romanzo. Prima di scrivere, e via via che il testo prende forma, dedicate tempo a studiare i punti della vostra storia: le svolte, gli incontri, i punti di climax.

3) Curare meno il dialogo della descrizione

Quando si inizia a scrivere il dialogo sembra essere più scontato, più semplice, forse perché siamo abituati da sempre a conversare con altri. Creare un buon dialogo è invece estremamente complesso. Un descrizione può funzionare con pochi elementi, magari sarà elementare ma pulita e funzionale. Il confronto tra personaggi invece richiede accuratezza. Studio. Sensibilità. Un grande autore si riconosce dalla sua capacità di proporre voci realistiche e diverse tra loro.

4) Personaggi troppo simili

Serve evitare l’effetto scolaresca, in cui tutti i personaggi da lontano sembrano uguale. Lo scrittore si ricordi fin dall’inizio di connotare ogni personaggio, nella voce come nell’aspetto. Osate, anche esagerando. Ogni persona che cammina nelle vostre pagine deve avere un’anima unica e ben distinta dalle altre.

5) Non sviluppare un backgroud

Proseguendo il discorso su personaggi, bisogna sforzarsi di creare un background a ognuno di loro. Da dove vengono? Famiglia? Vicende e problemi del passato? Perché sono in quella scena adesso? Le domande a cui penserà il lettore sono tante. Il passato arricchisce i personaggi. Ritengo sia uno dei maggiori punto di forza di Harry Potter, tanto per fare un esempio: la Rowling ha creato una storia per ogni suo personaggio, anche quelli minori e sullo sfondo. E andando avanti emergono dettagli nuovi che danno profondità al romanzo. Questo vuol dire padroneggiare una storia.

6) Non ci sono ostacoli

Vietato avere vite semplici. Una trama è fatta di imprevisti, disavventure, di ostacoli da superare. E più le difficoltà sono grandi più la suspense è alta. Un protagonista che ha la strada spianata non coinvolge il lettore, che invece ama appassionarsi e porsi la più classica delle domande: “Ce la farà il protagonista?”. Ripensate a un qualunque romanzo che avete letto, troverete questo elemento sotto luci diverse.

7) Buona la prima

Hemingway diceva “The first draft of anything is shit”. A voi la traduzione. Quello che il premio nobel americano intende, senza giri di parole, è che la revisione è fondamentale. Neppure i testi di un maestro della scrittura sono buoni alla prima stesura. L’autore scrive e riscrive, sistema le bozze, le stravolge. Passa ore su un singolo particolare (ricordate Oscar Wilde e la sua virgola?). Se lo fanno i grandi romanzieri, pensate quanto tempo gli deve dedicare un esordiente. I risultati però si vedranno.

8) Carenza di dettagli

A quest’ultimo punto sono particolarmente legato. E’ una dritta costante nelle mie lezioni. I dettagli sono la linfa di una storia. I dettagli danno le differenze. I dettagli permettono al lettore di vedere. Senza questi un racconto non ha corpo e un personaggio difficilmente si caratterizza. Non generalizzate, ma arricchite con i dettagli e date prospettive particolari.

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